Recensione The We and the I (2012)

The We and the I è un percorso, un viaggio in tre atti, che parte con qualche incertezza, disperdendosi tra i suoi tanti personaggi, ma diventa sempre più sicuro man mano che procede.

In viaggio con Gondry

Ultimo giorno di scuola. I ragazzi lasciano la scuola colmi dell'energia dell'adolescenza e la voglia di farla esplodere per le settimane a venire, per vivere un'estate di puro svago. Questa carica incontenibile si riversa sull'autobus che li porterà nel Bronx, verso casa, travolgendo il veicolo ed i suoi occupanti, come un'ondata sovversiva e ribelle. Gli altri viaggiatori sono infastiditi, qualcuno va via, qualcuno tiene loro testa, e tra gli stessi ragazzi si creano complicità e scontri: ci sono i bulli, la ragazza sotto antidepressivi che non accetta il modo in cui i farmaci stanno modificando il suo corpo e quella più superficiale che si preoccupa di organizzare la sua festa, quello taciturno che vorrebbe disegnare e quelli esuberanti che cercano di far colpo sulle ragazze, per uno spaccato di vita giovanile in un microcosmo claustrofobico.
E' il setting dell'ultimo film di Michel Gondry, che ha avuto l'onore di aprire la Quinzaine des Realizateurs della 65ma edizione del Festival di Cannes. Un film più intimo del precedente The Green Hornet, ma anche più misurato di altri del passato, costruito sui dialoghi, incentrato sui personaggi che lo animano.

The We and the I è un percorso, un viaggio in tre atti (The Bullies, The Chaos e The I), che parte con qualche incertezza, disperdendosi tra i suoi tanti personaggi e cercando di dar spazio a tutti, ma sempre più sicuro man mano che procede: mentre alcuni dei ragazzi escono di scena, lasciando l'autobus fermata dopo fermata, gli altri acquistano valore, guadagnano tempo in scena e la possibilità di rendersi concreti e reali. E' qui che il film si fa più interessante, quando alcune delle tante figure si ergono a protagonisti e danno vita ad almeno un paio di dialoghi ben scritti che, interpretati come sono con trasporto, riescono ad emozionare.
Non tutto il cast è ugualmente efficace e tra tutti spiccano i giovani attori che interpretano i personaggi che arriveranno fino al termine del viaggio, e del film, Michael Brodie e Teresa Lynn. Ma sono anche quelli che ottengono lo spazio più ampio, riservando ai colleghi meno dotati ruoli più marginali, reggendo le scene più intense del film sulle loro spalle.
Potremmo dire che The We and the I simboleggi il viaggio verso l'età adulta di questo gruppo di ragazzi, ma quello che forse risulta più interessante è la valenza del film nel percorso artistico del regista francese. Si tratta sicuramente di un ritorno al Gondry autore, dopo un Green Hornet inevitabilmente meno personale, ma, e cosa più importante, ci sembra un passo in una direzione diversa, che cerca di tenere più sotto controllo la ricercatezza e gli eccessi visivi, per una messa in scena che più asciutta che si mette maggiormente al servizio della storia. Le prossime opere sapranno dirci se si tratta di un episodio occasionale o di un primo passo di un'evoluzione che gli permetterà di raggiungere la maturità artistica.

Movieplayer.it

3.0/5