Recensione Whiteout - Incubo bianco (2009)
Blanc Fatale
1957. Emisfero sud. Antartide, "il continente più isolato della terra". Temperature che scendono fino a -120. Vento a 100 miglia all'ora. Un cargo sovietico salta per aria dopo che a bordo c'è stato un conflitto a fuoco tra i suoi componenti per un misterioso e pericoloso contenitore di cilindri metallici. Cinquant'anni dopo il tranquillo lavoro di una stazione di ricerche internazionali viene sconvolto dalla morte di un geologo, il cui cadavere è stato ritrovato nel bel mezzo di una distesa ghiacciata. I ricercatori stanno per lasciare il luogo in vista di una violenta tempesta di neve, ma alcuni di loro, tra cui l'agente federale Carrie Stetko e l'investigatore dell'UN Robert Pryce, dovranno restare per indagare sull'omicidio e dare la caccia al killer rischiando di restare in quel luogo per tutto l'inverno. Sotto la neve sono sepolti segreti inconfessati.
Ispirato all'omonimo romanzo a fumetti scritto da uno dei più giovani e attestati autori a stelle e strisce, Greg Rucka (Eisner Award come miglior Graphic Novel nel 1999), e disegnato da Steve Lieber, il gelido thriller Whiteout - Incubo bianco inverte la tendenza dell'ultimo cinema di riprodurre lo stile grafico del fumetto sullo schermo e trasformare il film in un film-fumetto o un fumettone facilmente snobbabile dalla critica. L'adattamento di Dominic Sena (Codice: Swordfish e Fuori in 60 secondi) è decisamente fuori dagli schemi in tal senso: conserva lo spirito della banda, ma gli nega alcuni spunti narrativi sexually incorrect. La grafica non rispecchia lo stile visivo, duro ed essenziale, in bianco e nero, sebbene la locandina, gemella della cover firmata da Frank Miller, potrebbe trarre in inganno gli aficionados. L'estetica visiva viene risucchiata in compenso dal paesaggio antartico, solitamente poco sfruttato dagli scenografi e per questo potenzialmente affascinante. L'ambientazione plumbea magnetizza gli spettatori ed è facile avvertire una sensazione diabolicamente clautrofobica davanti a blizzard mortali e temperature disumane capaci di ammazzare i personaggi.
Se da un lato l'immagine del serial killer che imbratta di sangue con la sua piccozza la neve riesce a creare momenti di grande suspense da hard boiled e caricare di thrilling l'impianto narrativo poco action, scaldando gli animi più suggestionati dal freddo e dal gelo, dall'altro la pellicola appare tarata dalla frigidità sentimentale della protagonista femminile, di cui Rucka aveva offerto un ritratto ben più emblematico. La Carrie di Sena, una Kate Beckinsale che tradisce la convincente prova di Underworld, è un'agente fragile e vulnerabile, una martire dei suoi errori che ci rivela il suo tragico passato attraverso flashback asciutti e plastici mentre quella del fumetto è una donna piena di contraddizioni, dolce e combattiva allo stesso tempo. Il risultato della trasposizione è che il pubblico stenta ad affezionarsi all'eroina di turno e a sostenerla nella sua causa. Tiepido anche il compagno d'avventura Pryce, interpretato dall'attore semisconosciuto Gabriel Macht (The Spirit). Il film di Sena delude tanto i fan della saga, che aspettavano una pellicola infarcita di paura e di violenza, quanto gli spettatori che ne avevano apprezzato le opere precedenti, che gli avevano permesso di riscattarsi dall'etichetta (discutibile?) di regista di videoclip. Pesa sulla sua testa il tentativo di aver frapposto alla storia della donna delle nevi e dell'assassinio a sangue freddo un pretestuoso rivolo politicizzato: l'ombra minacciosa dell'ex impero sovietico sull'America.
0 Commenti
| Commenta: |
|---|
Whiteout - Incubo bianco
-
- Film del 2009
- Generi: azione, poliziesco, thriller
- Regia di: Dominic Sena
- Cast: Kate Beckinsale, Gabriel Macht, Columbus Short
Gli articoli più letti
-
La colonna sonora de Il grande Gatsby
Se nella prima parte della pellicola, forse anche a causa di un certo distacco nella narrazione, l'anacronismo del commento hip-hop alle sequenze di danze, eccessi e libagioni stride anche ai sensi dello spettatore non nuovo al cinema di Luhrmann, con l'avanzare della pellicola la visione si ricompone e anche questa volta riesce quel miracolo universalizzante che ha caratterizzato le più riuscite opere del regista australiano.
-
Le danze della decadenza - Recensione Il grande Gatsby (2013)
Il lungo razzle dazzle con cui si apre il film non riesce - nonostante l'indubbio sfarzo e l'incredibile lavoro di scenografi e costumisti - ad introdurci alle atmosfere dell'epoca, ma piuttosto crea un quasi oltraggioso contrasto con il voice over fitzgeraldiano e con il tono malinconico che la pellicola comincia ad assumere soltanto con l'entrata in scena di Leonardo DiCaprio.
-
Dawson's Creek, l'eredità della serie 10 anni dopo l'addio a Capeside
A 10 anni dalla messa in onda della series finale, cosa resta di Dawson's Creek? La svolta nelle carriere dei membri del cast, ma anche l'eredità del teen drama meno rivoluzionario, ma maggiormente significativo degli ultimi anni.
-
Il trono di spade - 3x07: The Bear and the Maiden Fair
Episodio ricco di dialoghi incisivi e di elementi romantici, The Bear and the Maiden Fair: ma su tutti gli idillii de Il trono di spade incombe, manco a dirlo, l'inverno che sta arrivando. Fa fede la firma in calce a questa teleplay, quella di George R.R. Martin.
-
Cannes 2013: Il cast de Il grande Gatsby inaugura il Festival
Baz Luhrmann presenta il suo film alla stampa europea accompagnato dalle star Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire e Carey Mulligan.
-
Capitan Harlock, pirata 3D
-
Vivere nella paura - Recensione Heli (2013)
-
The Bling Ring: Sofia Coppola ed Emma Watson bad girls a Cannes
-
Fashion Crime - Recensione The Bling Ring (2013)
-
Macchine veloci, genti più capaci - Recensione Fast and Furious 6 (2013)
