di AlexKing (12.11.2006 11:39:51)
Non servono molte parole per definire questo film. Grandissimo ancora una volta Sorrentino, che dimostra di avere una capacità tecnica notevolissima, e grandissimo il personaggio di Geremia, da ricordare negli anni a venire.
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di Jack Skellington (25.02.2007 21:07:04)
Si davvero. Ottima la regia e la sceneggiatura. Un bel film italiano, finalmente.
P.s. Non è niente male nemmeno [MOVIE]Le conseguenze dell'amore[/MOVIE], il film del 2004 di Sorrentino. In questo caso il personaggio davvero ben caratterizzato è "l'unica cosa che ho di frivolo è il nome, Titta Di Girolamo".
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di furettorosso (26.04.2007 12:57:25)
Grandissimo Sorrentino, una sceneggiatura forte e compatta, di quelle dei tempi oramai andati, è bello pensare che cè ancora spazio per chi sa scrivere e per chi di cinema qualcosa ne capisce.
Il personaggio di geremia è veramente fantastico in tutte le sue sfacettature, è un antieroe simpatico, ci fa pena e allo stesso tempo ci disgusta, come le sue vittime.
Dio denaro è il motore della storia, inganna, invaghisce, e domina su tutti; una guerra tra poveri, tra disgraziati, tra volti dimenticati, vite di apparenze e di futilità, vite al limite.
grande sorrentino, bello tutto, sceneggiatura, regia, scenografia, fotografia, e cast.
Ricorda un pò l'imbalsamatore di matteo garrone, nella struttura e nella scelta stilistica, ma non è necessariamente negativo, d'altronde che possono fare se sono solo loro due a fare cinema in italia!!!
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di piernelweb (18.06.2007 15:21:19)
Gran bella pellicola del talentuoso Paolo Sorrentino. Le sorprendenti qualità registiche (mai un'inquadratura convenzionale senza peraltro eccedere nei virtuosismi) ben si accoppiano alla dolceamara sceneggiatura che inventa letteralmente un personaggio memorabile come Geremia de' Geremei, ignobile e spregevole usuraio afflitto da inattese pene d'amore. Sono la densità e l'intelligenza dei dettagli che fanno la differenza rispetto alla media dei film nostrani e non solo; il belpaese visto dal basso, antiche abitudini non ancora soppiantate dai tempi, raccontato attraverso angolazioni inedite ma quantomai efficaci e convincienti. Inutile sottolineare la superba prova (da meridionale doc) di Giacomo Rizzo; menzione anche per la Chiatti che nel ruolo di destabilizzatrice spregiudicata ed ingenua svolge a dovere il compitino. Un lavoro (meritava maggiori elogi e maggiore pubblicità) che sancisce il definitivo ingresso del regista nell'elìte degli autori italiani più dotati.
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