Recensione
di Margherita Vetrano -
pubblicato il 16.10.2006
Denso di tutti i suoi dogmi, dalla metropoli che schiaccia l'uomo, alla morte come inscindibile elemento di vita, il nuovo film di Tsukamoto approccia la realtà passando per l'onirico, in una singolare miscellanea di psicanalisi e memorie d'infanzia.
Alcuni suicidi commessi in circostanze misteriose sconvolgono Tokyo. Keiko Kirishima è il detective a cui viene affidato il caso. Tutti gli indizi la condurranno ad una sola, incredibile realtà: "O", un crudele assassino, collegandosi telefonicamente con gli aspiranti suicidi, riesce a penetrarne gli incubi e ad assassinarli per loro stessa ...