S-Fidiamoci!, la recensione: la fiducia in sé e negli altri parte da se stessi

La recensione di S-Fidiamoci!, la serie per adolescenti prodotta da Movimenti Production in collaborazione con Rai Kids, dal 19 e 20 febbraio su RaiPlay e Rai Gulp che mette al centro le insicurezze e le paure dei giovani, ridendoci su per imparare ad esorcizzarle.

S-Fidiamoci!, la recensione: la fiducia in sé e negli altri parte da se stessi

Fare una serie teen che parli davvero al target di riferimento negli anni 2020 sembra un'impresa praticamente impossibile, perché è quasi sempre (com'è normale che sia) scritta da chi adolescente lo è stato ma non lo è al momento della scrittura, e a volte è passato fin troppo tempo. Negli usi, nei costumi, nello slang da utilizzare, tutto risulta posticcio e falso, soprattutto in Italia (SKAM è una fortunata eccezione ma viene da un format straniero). Prova timidamente ma con un fondo di coraggio - proprio come gli argomenti che racconta - a farlo S-Fidiamoci!, dal 19 febbraio in anteprima su RaiPlay e dal 20 febbraio tutte le sere alle 20.00 su Rai Gulp. Proviamo a capire pregi e difetti della serie, proprio come quelli che vedono su stessi i protagonisti, nell'età più delicata che c'è, quella del cambiamento di tutto. Proprio dal cambiamento partiamo nella nostra recensione.

Trama Teen

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S-fidiamoci: una scena

La trama di S-Fidiamoci! parte appunto dal cambiamento. I protagonisti di questa storia - come ci ricorda da subito la voce narrante, ingombrante e allo stesso tempo adorabile grazie all'interpretazione di Andrea Lintozzi - Aria e Tommaso (due convincenti e in parte Ludovica Porreca e Lorenzo Dellapasqua) erano migliori amici da bambini, poi lui si è dovuto trasferire con la famiglia e si sono persi di vista. Il caso vuole che si ritrovino nella stessa scuola anni dopo, e ora non sono più piccini, ma adolescenti. Dawson's Creek insegna che a quel punto le cose cambiano perché si evolvono e modificano i corpi, le menti, e così via. A quel tempo facevano un gioco che dà il titolo alla serie ovvero una serie di sfide reciproche con - ovviamente - delle regole. Provano a ripescarlo dalla polvere dell'armadio perché può diventare un modo per recuperare dove avevano lasciato e riprendere la magia dell'amicizia che li legava. Così, tra un incidente scolastico imbarazzante e un'avventura inaspettata, i due riscopriranno il piacere di stare insieme, con un gruppo di amici sui generis, ognuno non solo con le proprie ansie e preoccupazioni ma soprattutto col proprio corpo e la propria mente da formare.

Trauma Teen

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S-fidiamoci: una scena

L'adolescenza alterna momenti altissimi e bassissimi, perché tutto viene percepito in modo polarizzato, senza compromessi e senza sconti per nessuno. Di conseguenza è fatta anche di traumi, legati alla pressione sociale che, lo sappiamo, oggi è triplicata se non peggio. Ci sono le aspettative delle proprie famiglie e dei propri amici, le scatole in cui dovremmo entrare secondo i canoni sociali, di bellezza e di identità, e ci sono le aspettative (le più pericolose) che ci creiamo da soli. I nostri peggiori nemici insomma siamo sempre noi stessi, auto-sabotatori alla prima occasione ed è proprio la vicinanza di un amico che può farci vedere tutto con un occhio esterno ma interessato. Del resto, l'aver scomposto nel titolo la parola sfidiamoci tra sfida e fiducia non è un caso. Accanto a Tommaso, estremamente ansioso, imbranato e con la passione per il violino, e Aria, aspirante cestista che si vergogna delle proprie forme, ci sono Alfredo (Alessandro Lucarini), influencer wannabe che deve recensire prodotti sempre più scadenti, Chiara (Letizia Arnò), timida e insicura che si difende attraverso dialoghi fiume, Simone (Isnaba Na Montche), "quello per cui tutti hanno una cotta e nessuno capisce perché". Infine le due immancabili Mean Girls del liceo che sicuramente riveleranno altro sotto la propria scorza, Martina e Lavinia (Melissa Zijno ed Elena Miccichè). Proprio perché sono tutti meccanismi di difesa, a partire dalla sagace e pungente ironia di Aria.

Animazione Teen

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S-fidiamoci: una scena

Ciò che distingue S-Fidiamoci! dagli altri prodotti Rai per ragazzi è sicuramente lo sforzo produttivo di Movimenti Production, già dietro i successi delle serie animate di Zerocalcare, che mette la propria esperienza in quel linguaggio al servizio della storia. Lo stesso vale per suoni e onomatopee che appaiono in scena, per il lavoro sul montaggio da parte di Matteo Gentiloni al fine di rendere i 15 episodi da 15 minuti l'uno, il più coinvolgenti e ritmati possibili. Al centro ovviamente il rapporto con la tecnologia, elemento fondamentale nella vita dei giovani d'oggi, a volte conflittuale a volte simbiotico, amato eppure odiato, come la sfida di "stare senza smartphone per almeno 24 ore". Ci sono anche piccoli accorgimenti volti a diventare tormentoni interni della serie, come la casa smart-poco-smart della famiglia di Aria, o la gloria passata del fratello maggiore di Tommy. C'è chimica tra i due protagonisti e nel gruppo, che gioca con la comicità slapstick e ultra-espressiva quasi fossero dei cartoni animati ambulanti proprio perché la comedy è spesso la chiave migliore, di più ampio respiro per affrontare argomenti seri, sfaccettati e complessi. A funzionare meno è la controparte adulta. Sebbene ci sia qualche tempo morto e qualche edulcorazione di troppo per via della piattaforma di riferimento, ci sentiamo di lodare l'esperimento e la proposta di qualcosa di diverso nel panorama sempre più sterile dell'educazione seriale rivolta agli spettatori più giovani.

Conclusioni

Si tratta di un prodotto coi limiti delle serie adolescenziali di oggi ma che prova anche a discostarsene, uscire dalla propria comfort zone proprio come provano a fare i suoi personaggi, il più possibile genuini. Questo abbiamo detto nella recensione di S-fidiamoci! che ci sentiamo di consigliare alle famiglie e ai giovani perché potrebbero rispecchiarsi in molti di loro e, magari, imparare qualcosa attraverso le risate senza essere sottoposti a un progetto paternalistico.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
4.9/5

Perché ci piace

  • Il cast giovane.
  • Il narratore onnisciente, adorabilmente invadente.
  • L’animazione di Movimenti e il suo viaggiare insieme alla storia.
  • La chiave comedy e le sfide proposte.

Cosa non va

  • Ci sono alcuni momenti morti e troppo edulcorati.
  • Il cast adulto paradossalmente delude finendo in alcuni cliché.