Manifest 4 parte 2, la recensione del finale della serie Netflix: tutto è collegato

La parte finale di Manifest è arrivata su Netflix e si concludono così le vicende dei passeggeri del volo 828 e dei loro familiari. Dal 2 giugno sulla piattaforma.

Manifest 4 parte 2, la recensione del finale della serie Netflix: tutto è collegato

Chi l'avrebbe mai detto, viste le difficoltà di ascolti e rinnovo, che da quel settembre 2018 saremmo arrivati cinque anni dopo a scrivere la recensione del finale di serie di Manifest (stagione 4 parte 2) che Netflix ha deciso di salvare due anni fa realizzando una maxi stagione finale (20 episodi in tutto, 10 a parte) per chiudere nel miglior modo possibile le surreali vicende dei passeggeri del volo 828, scomparso nel nulla per cinque anni e mezzo e riapparso quando per i passeggeri erano passati solo pochi minuti.

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Manifest 4: una foto di scena

D'altronde lo sappiamo, le via della serialità sono oramai infinite, complice l'arrivo dei servizi streaming a salvare baracca e burattini e soprattutto ad accontentare il fandom più agguerrito come in questo caso dando una conclusione alla loro serie preferita. Il creatore Jeff Rake aveva previsto sei stagioni per raccontare la loro storia, quindi ha dovuto ridurre i tempi ed accelerare la trama quando ha saputo che avrebbe dovuto chiudere con una stagione in meno a disposizione (considerando che la quarta è doppia). Ciò si era già visto nella prima parte di quest'ultimo ciclo di episodi, e si vede anche in questa seconda parte, dal 2 giugno sulla piattaforma, che però cerca di prendersi il suo tempo per mostrare anche altri elementi oltre a quello prettamente mystery.

Sopravvissuti o destinati a morire?

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Manifest 4: una scena della seconda parte

È passato del tempo dal finale della scorsa stagione e i protagonisti si trovano davvero al giro di boa che li porterà all'epilogo. Ritroviamo i personaggi affrontare vecchie nuove sfide e vecchi nuovi problemi (in modo anche un po' ripetitivo se vogliamo), meno disillusi e più decisi e determinati a darsi da fare per superare la Data di Morte e sfatare la profezia che avevano svelato con gli indizi disseminati nel tempo e nello spazio. Questa volta è Mick (Melissa Roxburgh) a dover affrontare l'elaborazione del lutto per Zeke come era successo a Ben (Josh Dallas) con Grace nella prima parte. Le restrizioni e il controllo verso i passeggeri intanto continuano e la situazione di futuro un po' distopico aleggia nell'aria. La serie di avvicina moltissimo a Lost in quest'ultima stagione (ma non se n'era mai davvero allontanata, in fondo) come atmosfere, come meccanismi narrativi, come riferimenti e come appoggio all'elemento Fede più che a quello scientifico come mai prima. Sarà la religione più ancestrale possibile a guidare i nostri miracolati e sopravvissuti (oppure destinati a morire?) attraverso la fitta rete di segreti da svelare.

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Volo 828

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Manifest: una scena della quarta stagione

Tante sono state le teorie e le discussioni sul volo 828, sul suo significato e sul destino dei suoi passeggeri in questi anni, proprio come voleva il suo creatore. Si tratta infatti di una serie prettamente d'intrattenimento che non può farsi forza su interpretazioni particolarmente toccanti o sentite oppure su una messa in scena ad alto budget e quindi punta tutto sui risvolti della trama, i colpi di scena, i plot twist e le rivelazioni sul destino dei passeggeri. Il mystery infatti la fa da padrone in queste ultime puntate ribaltando continuamente le situazioni e mettendo insieme gli ultimi pezzi del puzzle per poter sorprendere un'ultima volta tanto i fan della prima ora quanto gli spettatori che hanno scoperto e recuperato la serie sulla piattaforma - in fondo è anche a questo che servono questo tipo di "operazioni salvataggio" ovvero per dare maggior visibilità ad uno show prima meno seguito, trasformando la nicchia solida in pubblico di massa della piattaforma. Si invoca quindi qualsiasi riferimento agli antichi dèi e alle antiche profezie facendo entrare il volo 828 nei testi biblici e nel destino del mondo dato che i protagonisti dovranno fermare nientemeno che l'Apocalisse.

Bad Romance

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Manifest 4: un'immagine della serie

L'elemento romantico torna un po' più protagonista in questa ultima tranche di episodi giocando con le coppie finora considerate inossidabili per ribaltare ancora una volta le carte in tavola, stupire gli spettatori e giocare col fandom anche a livello emotivo e non solo mentale. C'è sempre stato un rapporto molto diretto infatti col pubblico di affezionati e sostenitori dei vari accoppiamenti nello show da parte del creatore e della writers room di Manifest, come la tv generalista di un tempo insegnava. Una delle conferme degli ultimi arrivati tra gli interpreti rimane l'attore scelto per interpretare Cal da ragazzo (Ty Dolan) che racchiude bene il mistero di fondo che gira intorno allo show nel ruolo del "predestinato". Per l'occasione avremo varie comparsate dal passato, perché la stagione decide di chiudere tutte le storyline senza dimenticarne praticamente nessuna. Anche per ribadire l'importanza delle relazioni in questo show poiché, come recita la più famosa tagline e come diceva il piccolo Cal, "è tutto collegato". E sarà tutto collegato per davvero, arrivando ad un epilogo che potrebbe sorprendervi e ribaltare ciò che pensavate di aver compreso su questa storia surreale, un'ultima volta.

Conclusioni

Alla fine della recensione di Manifest 4 parte 2, il finale della serie Netflix, ci ritroviamo contenti di poter mettere la parola fine alle avventure dei passeggeri del volo 828, apprezzando come siano state chiuse tutte le storyline e risolti tutti i misteri. Nel bene e nel male, un po’ ci mancheranno Ben, Mick, Saanvi e gli altri.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
3.7/5

Perché ci piace

  • Il mystery di fondo che gioca con gli spettatori un’ultima volta.
  • L’elemento romance che torna a mettere un po’ di pepe nella narrazione.
  • Il finale che va al contrario di ciò che ci si poteva aspettare…

Cosa non va

  • … e questo potrebbe non accontentare tutti i fan della prima ora.
  • La recitazione degli attori.
  • Gli effetti speciali.