Recensione House of Cards 6: il turno di Claire nella première della stagione

La recensione di House of Cards 6x01: nel primo episodio Robin Wright protagonista assoluta nel ruolo di Claire Underwood, nuova Presidente degli USA.

Non è vero quello che lui vi disse tanti anni fa: che ne esistono due tipi, utile e inutile. Ne esiste un tipo solo: il dolore è dolore.

House Of Cards Stagione 6 Chapter 66 1
House of Cards: Robin Wright in una scena dell'episodio Chapter 66

"My turn!": era l'explicit della quinta stagione di House of Cards, la battuta con cui Claire Underwood, poco dopo il suo giuramento come Presidente degli Stati Uniti, infrangeva la quarta parete per rivolgersi allo spettatore e ribadire di aver finalmente conquistato il centro della scena. Di rado una frase si è rivelata tanto profetica, considerati gli eventi con cui si apre House of Cards 6x01; da allora - era il maggio 2017 - è trascorso quasi un anno e mezzo, e nel frattempo la sorte della serie di punta del catalogo Netflix è stata irrimediabilmente segnata dalla 'caduta' del suo storico protagonista.

La valanga di accuse e di scandali sessuali che ha travolto Kevin Spacey ha portato infatti, quasi un anno fa (il 3 novembre), al licenziamento del popolarissimo attore americano, che da allora è scomparso del tutto dalla scena pubblica. Un avvenimento che, per forza di cose, ha coinvolto in parallelo pure il suo personaggio televisivo, lo spregiudicato Frank Underwood, 'eliminato' dall'universo di House of Cards in circostanze che il primo episodio della sesta stagione si rifiuta di chiarire (per quanto si paventi perfino l'ipotesi di un assassinio).

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Il Re è morto, lunga vita alla Regina

House of Cards 6: un primo piano di Robin Wright
House of Cards 6: un primo piano di Robin Wright

"Lo so: volete sapere cosa gli è successo. Un uomo come Francis non muore e basta. Sarebbe troppo, come dire... comodo". È la frase di chiusura di House of Cards 6x01, un dito medio puntato - letteralmente - all'indirizzo del pubblico: il mistero sulla morte di Frank è l'elemento ricorrente del primo episodio, l'ellissi narrativa che dovrà essere riempita un po' alla volta, mentre gli showrunner Frank Pugliese e Melissa James Gibson, già al timone della precedente stagione, si impegnano a riordinare i vari tasselli sulla scacchiera. E fra una Regina rimasta al comando, ma che appare drasticamente isolata, e le nuove pedine in gioco, il Frank Underwood di Kevin Spacey è l'inevitabile convitato di pietra: il Re deceduto, ma la cui assenza pesa come un macigno sulle vite dei vari personaggi e sugli equilibri della Casa Bianca.

House of Cards 6: Robin Wright sul set
House of Cards 6: Robin Wright sul set

La fine dell'era di Frank Underwood e il passaggio di consegne a sua moglie Claire, sempre incarnata da un'algida Robin Wright, sono gli argomenti ricorrenti nelle varie sequenze del primo episodio, sviluppato nel corso dei festeggiamenti per il 4 luglio in un'America ancora attanagliata da rabbia e tensioni: la première si apre con il resoconto delle minacce di morte inviate alla Presidente Underwood, mentre uno dei momenti clou sarà il proiettile sparato contro l'auto presidenziale. Nel mezzo ci sono le preoccupazioni dello staff di Claire, a partire dal Vice-Presidente Mark Usher (Campbell Scott) e quell'atmosfera di dubbio e di paranoia che sembra gravare su ogni stanza della Casa Bianca. Ma Claire, a cui Robin Wright conferisce un calcolatissimo amalgama di orgoglio, freddezza e machiavellismo, ha tutta l'intenzione di non farsi soggiogare dalle pressioni interne ed esterne; e alla domanda polemica di una soldatessa in merito alla politica estera americana, la sua replica è altrettanto sferzante: "Me lo avrebbe chiesto se fossi stata un uomo?".

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Nuovi personaggi nel futuro di Claire Underwood

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House of Cards: Robin Wright in una scena dell'episodio Chapter 67

Se nei quarantacinque minuti di questa prima puntata c'è spazio anche per la ricomparsa dell'ex braccio destro di Frank, Doug Stamper (Michael Kelly), tenuto sotto osservazione psichiatrica, a suscitare maggior interesse per ora è l'introduzione di un terzetto di nuovi personaggi, tutti appartenenti alla famiglia Shepherd, un potentissimo clan la cui influenza abbraccia alcuni dei principali settori dell'economia, dell'esercito e dei media. Il magnate Bill Shepherd (Greg Kinnear) tenta di manovrare le decisioni di Claire usando come arma gli accordi stretti in precedenza con suo marito Frank; la sorella di Bill, Annette (Diane Lane), era invece una compagna di scuola di Claire, a cui è legata da un rapporto in cui si mescolano confidenza ed ambiguità. Annette Shepherd si presenta come una donna sofisticata, suadente e ovviamente subdola, e le interazioni fra Diane Lane e Robin Wright danno vita alle sequenze più intriganti della puntata.

House Of Cards Stagione 6
House of Cards: Robin Wright in un'immagine della sesta stagione
House Of Cards Stagione 6
House of Cards: un'immagine della sesta stagione

Appare in un'unica scena, invece, il figlio di Annette, Duncan, che già da poche battute pare condividere l'astuzia e la doppiezza della madre: un potenziale villain con il volto da luciferino "angelo biondo" del giovane attore Cody Fern, che quest'anno ha già avuto modo di farsi notare in American Crime Story e in American Horror Story. Lo script originale prevedeva un fitto coinvolgimento tra i membri della famiglia Shepherd e Frank Underwood, ed è difficile non avvertire un pizzico di curiosità e di rimpianto per quella stagione che, a causa di fattori esterni, non avremo mai l'occasione di vedere. Fra riscritture in corso d'opera e drastici cambiamenti di rotta, questo capitolo conclusivo di House of Cards è chiamato ad affrontare numerose difficoltà; eppure, a un primo sguardo la serie conserva la propria natura da sinistro guilty pleasure, di sicuro non del tutto credibile ma quanto mai accattivante. Adesso c'è solo da augurarsi che la conservi fino alla fine e che sappia far calare il sipario con l'epilogo che merita.

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4.0/5