Falling Skies - Stagione 2, episodi 3 e 4

Dopo una discreta partenza, la seconda stagione della serie di Robert Rodat prosegue con due episodi molto intensi, oltre che ricchi di eventi importanti.

Novità sostanziali, in questi Compass e Young Bloods, rispettivamente terzo e quarto episodio della seconda stagione di Falling Skies: novità che prefigurano un nuovo setting, come d'altronde era già stato anticipato dalla season premiere, e soprattutto sparigliano le carte con l'uscita di scena di un membro del gruppo, l'allontanamento di altri e l'introduzione nella storia di alcuni nuovi, importanti personaggi. Sono novità che fanno bene alla serie di Robert Rodat, che in questi due nuovi episodi inizia a (ri)acquistare uno spessore narrativo, e a rendere di nuovo vivi e degni di empatia caratteri che, nel corso della stagione precedente, avevano gradualmente perso mordente e interesse. Piuttosto che puntare sull'azione, che era stata preponderante nel doppio episodio che aveva aperto la stagione, la sceneggiatura sceglie qui di concentrarsi sugli aspetti emotivi ed affettivi concernenti le vite dei membri della Seconda Mass: se in Compass l'occasione per far ciò è l'inattesa morte del giovane Jimmy, colpito durante un'operazione di ricognizione decisa autonomamente da Ben (che per questo sarà preso dai sensi di colpa), in Young Bloods l'elemento centrale è l'incontro degli uomini con un gruppo di adolescenti, all'interno del quale, con grande sorpresa di tutti, il capitano Weaver ritroverà una delle sue figlie.

L'evento centrale del terzo episodio è, come si è detto, l'uscita di scena di Jimmy: un evento inatteso e piuttosto atipico per il modo in cui arriva (dopo un ricovero e un'operazione chirurgica che, beffardamente, si rivelano vani) e che offre al giovane Ben un ulteriore motivo di conflitto interiore, per non essere riuscito a salvare il compagno e per aver contribuito a condurlo in quell'azione. In più, l'impianto del ragazzo sembra accelerarne sempre più la mutazione, con quelle spine di metallo conficcate nel suo corpo che, in modo inquietante, iniziano ad illuminarsi alla presenza degli skitter. L'approfondimento di questo aspetto della vicenda, tuttavia, viene di nuovo rimandato, mentre l'episodio sceglie ancora di concentrarsi sugli aspetti più umani delle vicende del gruppo: prima della morte di Jimmy, c'era stato l'arrivo nell'accampamento del gruppo di Avery Churchill, pilota d'aereo giunta da Charleston con la notizia di un comando unificato della resistenza lì riorganizzatosi; e c'era stata, inoltre, l'aggressione di Pope ai danni di Tom, guardato ormai con aperta ostilità dall'ex criminale, convinto che il professore rappresenti una minaccia. Un conflitto, quest'ultimo, che nel finale dell'episodio condurrà inevitabilmente all'allontanamento (volontario) di Pope: tornato mina vagante e incompatibile con le regole del gruppo, l'uomo abbandonerà la Seconda Mass, ma la logica ci dice che il suo non sarà, probabilmente, un addio definitivo.
La morte di Jimmy, trattata dalla sceneggiatura in modo abbastanza equilibrato ed evitando le trappole della retorica, offre alla serie l'occasione di approfondire il tema dei bambini combattenti, costretti dal conflitto a crescere prima del tempo: tema che diverrà centrale in Young Bloods, episodio della temperatura emotiva ancora più alta del precedente. Qui, il fulcro del racconto è ovviamente il ritrovamento di Jeanne, figlia perduta di Weaver e da questi creduta morta: questo evento offre all'episodio l'occasione per un interessante parallelo tra le situazioni di Tom e dello stesso Weaver. Entrambi padri di famiglia, entrambi costretti ad affrontare i lutti portati dal conflitto, i due uomini soffrono del confronto con figli che, in una situazione estrema come quella della guerra, vogliono affrancarsi dalla tutela paterna e camminare con le proprie gambe: se Tom, che ha visto Hal trasformarsi sotto i suoi occhi in un soldato e Ben cambiare inesorabilmente sotto la spinta dell'impianto alieno, è costretto ad assistere anche all'allontanamento del figlio minore Matt, pericolosamente inebriato dal confronto con gli skitter, Weaver ritrova, insieme a sua figlia, anche i motivi di contrasto che con lei aveva abbandonato: le accuse di inadeguatezza come genitore, la ribellione adolescenziale trasformatasi in sordo motivo di risentimento, la dura realtà del confronto con una figlia ormai costruitasi una sua vita, lontana (geograficamente e non) da quella del genitore. Un motivo, quello del confronto generazionale, trattato con sorprendente equilibrio, che sfocia nel rapimento degli adolescenti da parte degli alieni e nel loro successivo salvataggio: quasi a restituire (doverosamente) a questi ragazzini la loro età, e il loro diritto, pur effimero, ad essere protetti dagli adulti.
Il toccante addio di Jeanne a suo padre chiude un episodio che, dei quattro visti finora in questa seconda stagione, ci appare senz'altro il più intenso e meglio riuscito; non ci è dato sapere se ritroveremo la ragazza, il suo compagno Diego e il gruppo dei loro amici, ma sappiamo che l'incontro con la Seconda Mass ha lasciato un segno indelebile sia in loro che nei membri di quest'ultima. Proprio Tom, Weaver e compagni sembrano avere ora nella loro nuova meta (Charleston) nuovi motivi per sperare e per sostenere le prevedibili avversità che si presenteranno loro. Da parte nostra, possiamo stavolta mettere in secondo piano i pur persistenti motivi di perplessità per alcuni aspetti di questa serie: una tendenza (qui ribadita) al mostrare le creature aliene che finisce per far perdere loro qualsiasi carica di inquietudine, il perpetuo rimandare (come se gli sceneggiatori fossero incerti sul modo in cui trattarlo) il tema dell'impianto di Ben, una storia d'amore tra Tom e la dottoressa Anne da troppo tempo solo accennata, e per questo drammaturgicamente poco funzionale. L'aver messo in primo piano, in questi due episodi, gli elementi affettivi ed umani caratterizzanti i protagonisti della serie, ha ridato ad essa gran parte del respiro e della credibilità: l'interesse per le vicende della Seconda Mass, un po' compromesso dagli ultimi sviluppi della serie, torna su buoni livelli. Un buon auspicio per i prossimi, restanti sei episodi.

Movieplayer.it

3.0/5