Venezia 67 - Le nostre preferenze

Stasera verranno annunciati premi assegnati dalla giuria ufficiale della Mostra del Cinema, ma gli inviati di Movieplayer.it hanno già eletto i loro film del cuore.

In attesa di conoscere il verdetto della giuria ufficiale veneziana, capitanata da Quentin Tarantino, la redazione di Movieplayer.it presente al Lido di Venezia ha votato i suoi personali vincitori, i film che ci hanno commosso, sconvolto o infastidito. L'edizione che si va chiudendo ha visto un concorso caratterizzato da una qualità media molto alta. Poche, a nostro giudizio, le pellicole da evitare. Tra le preferenze espresse dai nostri inviati due titoli ritornano con maggior frequenza: Venus noire di Abdel Kechiche e Balada triste de trompeta di Alex de la Iglesia. Dopo Cous Cous, con questo nuovo lavoro Kechiche conferma il suo status di autore di peso internazionale. Il film, incentrato sulla drammatica biografia della sudafricana Sarah Baartman, è una pellicola che devasta per la potenza tragica con cui viene fotografata la sua protagonista, costretta a esibire il proprio corpo per divertire la lussuriosa borghesia inglese e francese dell'800. Altrettanto forte e visivamente sconvolgente è la fiaba nera diretta da de la Iglesia, regista che, dopo una serie di opere kitsch e ironiche, attinge al malinconico universo del circo e della clownerie per narrare una storia d'amore impossibile e mostruosa, immersa nella Spagna franchista, che sorprende il pubblico per la sua ferocia. Da togliere il fiato il lavoro sulla scenografia, sul trucco e sui costumi che valorizza un cast eccezionale, in cui spiccano i due struggenti clown, il selvaggio mattatore Sergio e l'incredibile pagliaccio triste Javier.

Come sottolineavamo in precedenza, l'elevata qualità di numerose pellicole rende difficile fare un pronostico unitario spingendoci a puntare chi su un film chi sull'altro, a seconda della diversa senbilità. Alcuni di noi sono stati affascinati dal western essenziale di Kelly Reichardt Meek's Cutoff, arido e duro come i pionieri che un tempo hanno affrontato l'Oregon Trail inoltrandosi in territori inospitali in cerca di un Eden terreno, altri hanno apprezzato la lucida cupezza di Post mortem, bellissima pellicola cilena che racconta gli albori del golpe di Pinochet attraverso un filtro sentimentale. La storia diretta da Pablo Larraín nega l'unica felicità possibile all'outsider interpretato Alfredo Castro, becchino innamorato di una ballerina che si oppone al nascente regime dittatoriale. Da queste parti potremmo essere già in odor di Coppa Volpi se la giuria deciderà di premiare la misuratissima interpretazione di Castro, già apprezzato interprete del precedente Tony Manero. A contendergli il premio per la miglior interpretazione potrebbe pensarci Vincent Gallo, eccellente interprete della disperata caccia all'uomo diretta dall'anziano maestro Jerzy Skolimowski, altra pellicola che ha impressionato molti critici per la capacità di creare una tensione quasi insostenibile nel seguire la lunga fuga di Gallo, animale braccato in agonia.
Tra le pellicole presentate fuori concorso impossibile non menzionare il travolgente Machete, pellicola già di culto dominata dalla faccia da duro di Danny Trejo che ci ha entusiasmato per il ritmo elevato, per le trovate travolgenti e per la capacità di Robert Rodriguez di riportare in vita l'exploitation degli anni '70 elevandolo a genere a cui attingere per dar vita a un action cinefilo e citazionista. E mentre la cerimonia di premiazione si avvicina ora dopo ora, noi vi lasciamo con le nostre preferenze, in attesa di poter commmentare le scelte di Tarantino e dei suoi giurati.

Adriano Aiello Top 5
1. Balada triste de trompeta - Per l'impeto, la libertà e la multistratificazione. E per i titoli di testa;
2. Venus noire - Perché non distoglie mai lo sguardo e sconquassa le viscere;
3. Barney's Version - Perché fa piangere, ma con discrezione;
4. Cold Fish - Perché dietro la follia c'è una lucidità che mette i brividi;
5. Essential Killing - Perché la fuga è quella del nostro mondo dalle sue responsabilità.

Film italiano
L'amore buio - Per come racconta i corpi.

La sorpresa
Un film cinese a sorpresa.

Il Mostro della Mostra
La belle endormie - Perché la Breillat davvero non si sopporta più.

Scena Scult
La "farinata" orgiastica di Happy Few, esegesi della piccolo borghesia annoiata.

Scena Cult
Il text message di Machete.

Roberto Castrogiovanni Top 5
1. Venus noire - Perché prima di essere un film politico, è semplicemente il compassionevole ritratto di una donna, cui è stata negata in modo spietato e inesorabile la propria femminilità;
2. 13 Assassins - Perché è la miglior opera di Takashi Miike da parecchio tempo a questa parte, che attinge alla lezione del cinema classico giapponese senza alterare la propri personale visione;
3. Meek's Cutoff - Perché è l'archetipo del western, sia nel contenuto che nella forma e riflette in maniera profonda sul concetto di società e di civilizzazione;
4. Cold Fish - Perché Sono Sion è capace di toccare i nervi scoperti della società nipponica (ma non solo) come nessun'altro regista contemporaneo;
5. The Ditch - Perché è un film necessario.

Film italiano
Noi credevamo - Perché quella di Martone è La meglio gioventù del Risorgimento, cinica e disillusa, senza eroi né mitologie.

La sorpresa
Scoprire che Vincent Gallo viene ogni sera a mangiare nella stessa trattoria in cui si ritrova la spiantata stampa veneziana.

Il Mostro della Mostra
A Woman, ovvero Rebecca, la prima moglie senza Hitchcock. Anzi, senza cinema.

Scena Scult
L'"infarinata" di gruppo dei protagonisti di Happy Few.

Scena Cult
La "maschera di carne" del clown protagonista di Balada triste de trompeta.

Angela Cinicolo Top 5
1. 13 Assassins - Perché rappresenta un'originale incursione del visionario Takashi Miike in un genere classico nipponico con un tocco personale riconoscibile nello stile sanguinoso e nei dialoghi brillanti;
2. Black Swan - Perché Aronofski è capace di costruire un horror impeccabile e sorprendente, dotato di un potente e avvincente thrilling dell'anima nera;
3. Meek's Cutoff - Perché restituisce allo sguardo un western primordiale, selvaggio e romantico, in cui il paesaggio senza orizzonti si scaglia sui protagonisti come l'ombra di un destino avverso;
4. Venus noire - Perché la storia della protagonista è il ritratto spietato di una società e di un'epoca capaci di violare il corpo femminile e l'intimità degli esseri umani;
5. Essential Killing - Perché è un film singolare in cui gli sguardi silenziosi trascinano lo spettatore nella gelida disperazione del protagonista.

Film italiano
Gorbaciof - Perché Toni Servillo interpreta come un Chaplin abbrutito dalla società il cupo protagonista di una Napoli criminosa e spietata.

La sorpresa
Et in terra pax - Perché il cinema italiano giovane ha bisogno del coraggio di chi sa rendere poetico il male annidato nelle periferie del mondo.

Il Mostro della Mostra
A Woman - Perché il film è una simulazione deturpata e imbarazzante dei film di Lynch, Antonioni e Hitchcock.

Scena scult
Il tentato suicidio di Isabella Ragonese nel pozzo nel film Il primo incarico perché è impensabile, forse impensato.

Scena cult
Il "massacro totale" di 13 Assassins perché la sequenza macina in un magistrale colpo di scena il valore mitologico del mondo dei samurai.

Valentina D'Amico Top 5
1. Black Swan - Perché il film di Darren Aronofsky sconquassa lo stomaco unendo potenza e bellezza;
2. I'm Still Here - Perché è un documentario coinvolgente e vibrante dal quale emerge il ritratto di una star in caduta libera. Verità o finzione?;
3. Machete - Perché è un film di culto e Rodriguez riesce a convincere gli attori a fare cose imprensabili;
4. Essential Killing - Perché un uomo solo riesce a tenerci col fiato sospeso per quasi due ore;
5. Balada triste de trompeta - Perché è una fiaba nera espressionista magistralmente diretta e interpretata popolata da freaks che ricorda da vicino il primo Tim Burton.

Film italiano
Vallanzasca - Gli angeli del male - Perché Michele Placido riesce a confezionare crime movie che non hanno niente da invidiare al cinema americano e perché Kim Rossi Stuart è straordinario nel ruolo più scomodo della sua carriera.

La sorpresa
La vida de los peces - Un piccolo film cileno meraviglioso fatto di sguardi e sentimenti..

Il Mostro della Mostra
Promises Written in Water - Perché Vincent Gallo ha scelto di sprecare il suo talento realizzando un film autocompiaciuto che ha ben poco da dire.

Scena Scult
L'apparizione dell'angelo in Drei.

Scena Cult
L'uovo fritto sotto il letto in Machete.

Luciana Morelli Top 5
1. Machete - Per aver scosso piacevolmente la Mostra nella serata d'esordio regalando un pizzico di follia pulp e un po' di sano e ironico splatter action;
2. Balada triste de trompeta - Per la straordinaria passione che traspare dalle immagini, per il turbinio di emozioni con cui travolge lo spettatore e per la potenza e la soavità con cui si raccontano l'amore, la morte e le assurdità della Storia. Allegro e allegorico è in assoluto il miglior film di de la Iglesia;
3. Post mortem - Perché il film di Larrain riesce ad entrare nelle vene a far soffrire e commuovere con pudore, perchè riesce a raccontare attraverso una piccola storia quella di un Paese intero nel suo momento più triste e drammatico;
4. Venus noire - Per aver toccato con mano decisa e consapevole corde che nessun altro ha avuto il coraggio di toccare, per aver scosso gli animi raccontando con crudo realismo e senza edulcorazioni la vita di una donna violata e defraudata della sua dignità;
5. Potiche - Per aver divertito con la sua tagliente ironia ed aver restituito al cinema internazionale un'attrice straordinaria come Catherine Deneuve in una delle sue interpretazioni più frizzanti.

Film italiano
La solitudine dei numeri primi - Perché per la prima volta dopo anni il film di Costanzo ha permesso all'Italia di essere rappresentata degnamente nel Concorso della Mostra di Venezia, con un film insolito, quasi di genere, girato in maniera impeccabile nonostante il peso di una trasposizione letteraria sulle spalle.

La sorpresa
Silent Souls - Per il tocco lirico e poetico con cui il regista Fedorchenko ha dipinto un piccolo frammento del suo Paese e della sua cultura.

Il Mostro della Mostra
Tarda estate - Perché è assurdo che due registi italiani vadano in Giappone a girare un film intimista con attori giapponesi, recitato in giapponese e per lo più tentando di imitare lo stile dei registi giapponesi. Un film inseguibile e incommentabile.

Scena Scult
Scena di I'm Still Here in cui Phoenix nella notte rimane vittima impotente di una vendetta premeditata, ricevendo la pupù in faccia dal suo ex-amico. Uno schifo assoluto.

Scena Cult
Scena in cui la splendida fanciulla nuda delle scene iniziali di Machete tira fuori il suo cellulare da una 'tasca' molto intima.