Caso eclatante in questo settimo episodio, Jenny Humphrey, perennemente in conflitto con le sue due personalità parecchio differenti l'una dall'altra: una arrivista e dominatrice, e l'altra dolce e sensibile. Sin dal primo episodio di Gossip Girl, infatti, Little J ci venne presentata come una ragazzina ribelle, creativa e in cerca di popolarità. La sua voglia di apparire e conquistarsi la fiducia di Blair e i relativi quindici minuti di celebrità, la trasformarono lentamente, episodio dopo episodio, in una biondina insolente e impudente, disposta a tutto pur di raggiungere gli obiettivi prefissatisi, anche a costo di deludere il padre Rufus e il buon fratello Dan. Già dall'inizio, infatti, Jenny dimostrò di sentirsi inadeguata all'atmosfera "proletaria", a detta sua, di Brooklyn e intenzionata a scalare faticosamente l'ambiente elitario e patinato dell'Upper East Side. La sua fame di potere e il perenne conflitto con QueenB, la portarono, con l'evolvere della trama, ad assumere comportamenti spesso discutibili e a prendere scelte imprudenti e affrettate, come fuggire di casa, ritirarsi dalla scuola e iniziare a lavorare a quattordici anni per inseguire il suo sogno di diventare stilista, mettendo così da parte affetti e persone care.
Il look restò lo stesso, ma i difetti evidenti nel suo carattere iniziarono a smussarsi: Jenny tornò la ragazza sensibile e dolce che era un tempo, la quindicenne affidabile e creativa che tutti avevano imparato a conoscere e amare, e per Rufus tornò la tranquillità. L'inizio della terza stagione però, da subito colpì per il percorso a ritroso del personaggio: accantonata chissàddove la sua passione nel disegnare abiti, Little J. torna precipita ancora una volta nel baratro della confusione: trucco pesante e abiti grotteschi la rendono nuovamente quella di una volta, stavolta però, col carattere di una pecorella. Diventata ora leader delle mean girls della scuola come erede di Blair, inizialmente prova a ristabilire l'ordine nel liceo con un comportamento pacifista e accondiscendente, affermando di non essere più intenzionata a regnare come avrebbe voluto un tempo, poi ci ripensa e prende seppur moderatamente, il controllo delle matricole. Ora ci ripensa di nuovo e compie l'ennesimo passo indietro: in quest'episodio infatti, Jenny calpesta la dignità dell'adorato amico e fratellastro Eric e del compagno Johnatan umiliandoli sulle scalinate del Met di fronte alle sue perfide adepte, finalmente fiere di lei; a casa ricomincia a mentire a Lily e alla fine della puntata raccoglie i suoi vecchi abiti e la macchina per cucire e ne fa un bel "falò". L'atteggiamento discutibile del personaggio lascia tutti interdetti, soprattutto perché non si riesce a capire quale destino le si voglia riservare: Jenny è sempre lì, tra passato e presente, incollata in un ruolo che ormai annoia e non sorprende più, sotto una campana di vetro dove, come già accennavamo la scorsa settimana, giace anche Blair Waldorf.
E proprio la Van Der Woodsen ora riemerge dal letargo e torna a splendere in tutta la sua bellezza, intelligenza e furbizia: dopo un'estate turbolenta e la storia d'amore disastrosa con Carter Baizen, Serena ristabilisce finalmente le sue priorità, e supera brillantemente le avversità che si trova di fronte sul suo cammino. Affrontando in maniera eccellente la discutibile scelta di non frequentare l'università, la ragazza sfodera tenacia e impegno per tornare a galla dopo la recente crisi, e finalmente torna a essere quella che conquistò tutti col suo fascino e il suo modo di fare. Il nuovo lavoro come addetta stampa la mette ogni giorno sottopressione, e lavorare fianco a fianco con la perfida KC è per lei una sfida continua, che però supera in maniera eccellente cavandosela con le proprie forze di fronte a ogni ostacolo.
Serena torna così di nuovo protagonista e brilla sullo schermo ammiccando ai suoi fan, che inermi, non possono che cadere ai suoi piedi: conquista e ammalia, come una giovane Carrie Bradshaw, e offusca tutte le avversarie.|
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