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Il Blu-ray di Suspiria

a cura di Adriano Aiello 
Luci ed ombre nell'edizione Blu-ray di Suspiria. Il video ridà forma alla straordinaria fotografia originale ma presenta alcuni limiti, specie nella seconda parte. Buono l'audio mentre deludono gli extra.
Il Blu-ray di Suspiria
Mentre da anni, se non lustri, appassionati, critici e vedove del cinema di genere italiano, si interrogano sulla morte artistica di Dario Argento - che è chiara e nitida e, diciamocelo, anche autoimposta - i fasti sono ancora lì per essere ammirati e studiati. Perché nessuno sano di mente può mettere in discussione quello che Argento è stato nel suo primo decennio, in cui ha infilato una serie di grandi opere, caratterizzate da un'irrefrenabile istinto visionario. Non è assolutamente azzardato vedere quindi in Suspiria il punto di approdo più alto del suo cinema. Horror maestoso e operistico, celebre per un uso inarrivabile del colore, che trova nell'alta definizione l'approdo necessario per restituire al film i dettagli cromatici e la resa cinematografica.

Obiettivo raggiunto ma non completamente. Non è del tutto chiaro, visionando il film, se la condizione del master fosse particolarmente critica, ma se le possibilità strutturali dell'alta definizione e la collaborazione di Luciano Tovoli (direttore della fotografia del film, celebre per avere utilizzato una vecchia pellicola Kodak a sensibilità bassissima) esaltano le visionarie scelte cromatiche del film (la differenza con il DVD è assoluta e evidente), è anche vero che il quadro è un po' instabile e tende a peggiorare progressivamente. La nitidezza e la brillantezza dei dettagli, tipici dell'alta definizione, non sono affatto assenti in Suspiria, ma sono eccessivamente ammantati di un effetto di artificiosità che fa perdere di naturalezza all'immagine. Non disturba invece la presenza sporadica e mai invasiva di un po' di rumore video. Un pò più invadente l'instabilità del quadro che nella seconda parte del film, come accennato, sfocia in un effetto mosso abbastanza evidente. Tutti elementi che non penalizzano il video del film fino a rendere difficoltosa la visione, ma gettano un po' di discredito sul lavoro svolto, non sempre rispettoso degli standard del formato.

Una scena tratta dal Blu-Ray di Suspiria Buono l'audio, presente in un'unica traccia HD molto pulita e equilibrata. Il 5.1., è più virtuale che reale, ma è la logica conseguenza dell'anno di produzione del film. Molto ben sottolineata invece l'esaltante colonna sonora dei Goblin, estremamente nitidi i dialoghi, nonostante un doppiaggio non propriamente energico.

Extra infine obiettivamente deludenti. Sono presente solamente un'intervista a Dario Argento e il trailer del film. Un po' troppo poco per un'edizione così importante che dovrebbe attrarre gli appassionati a fare il salto dal DVD al Blu-ray, o comunque veicolare maggiormente l'idea extra-ordinarietà di un prodotto. Perché i grandi classici meritano grandi edizioni.

Data di pubblicazione: 17.03.2009


di william (17.03.2009 18:56:26)

Non voglio entrare in polemica con alcuni che si definiscono "utili alla società" o "salvatori della patria", ma credo che sia bene che un addetto ai lavori, che si è occupato dell'authoring del bluray di "suspiria", possa dire la sua. Il tizio in questione è il sottoscritto, che si firma con nome e cognome così non ci sono equivoci.
Come presentazione, posso solo dire che la mia azienda (Impronte digitali), che si occupa esclusivamente di authoring (da 10 anni su DVD e da quando è nato il bluray in Italia per il bluray), è famosa nel settore (e non solo) principalmente per la qualità dei suoi prodotti. In particolare, il sottoscritto si occupa di video digitale da almeno 25 anni. Per quanto nella vita ci sia sempre da imparare, ritengo che lo spazio per ricevere insegnamenti nel mio specifico settore sia veramente ridotto.
Fatta questa doverosa e contestabilissima premessa, devo dire di avere letto delle "inesattezze" (ed ho usato un eufemismo per pura netiquette) colossali in particolare a proposito di questo misterioso VDF.
Si dice appunto che in Suspiria è stato usato un filtro (il VDF, vertical domain filter!!!).
Leggo da qualche parte che "si usa quando si fa l'upscale a 1080p di materiale 1080i". Beh, questa è grossa: mi si dovrebbero spiegare alcune cose:
1) che cosa fa questo filtro quando "si fa l'upscale a 1080p di materiale 1080i"?
2) Per quale motivo avrei dovuto fare l'"upscale" da 1080i visto che il master è stato telecinemato a 23.976 Psf, ovvero 1080p?
3) La differenza tra 1080i e 1080p sta nel fatto che uno è interlacciato (tipicamente, riprese ad uso televisivo, come sport e concerti) e l'altro è progressivo (riprese per il cinema, o telecine da pellicola che per natura è SEMPRE progressiva) - quindi, che filtro devo usare per passare da una modalità all'altra, ammesso che sia possibile?

Le prime due domande potrebbero essere ritenute vagamente retoriche, ma all'ultima rispondo con la mia opinione: per passare da 1080i a 1080p devo fare un "deinterlace", che si può fare in vari modi: il più semplice è "buttare" uno dei semiquadri perdendo secca metà della definizione verticale (E' forse questo, il VDF? Mah!). Questo potrebbe portare ad una scalettatura, forse dando l'impressione di una griglia verticale?
Il secondo e di fare un MIX tra i due semiquadri, ottenendo uno sdoppiamento dell'immagine sui movimenti ma conservando la definizione. Il terzo è di buttare uno dei semiquadri ma ricostruire il semiquadro "buttato" tramite interpolazione. L'ultimo, il più elaborato, è un mix tra gli ultimi due: dove il movimento rende lo sdoppiamento inaccettabile si procede con interpolazione, mentre sulle altre aree viene conservata la definizione con un mix dei semiquadri.

Ma attenzione, il materiale proveniente da pellicola è SEMPRE progressivo come ho già detto, e quindi nessun intervento di questo tipo è necessario.

A meno che non si pensi che Suspiria sia stato girato negli anni '70 con camere HD in modalità 1080i...

Poi, per quanto riguarda il famigerato VDF, se ne parla solo nei blog e nei forum, una cosa stile "sentito dire" e nessuno spiega esattamente cosa è. La cosa comica è che anche chi non lo aveva mai visto, come ne viene a conoscenza lo vede su TUTTI i bluray... Una sorta di allucinazione collettiva. Da quello che mi è dato di capire leggendo qua e là, è un filtro che si usa per scalare una immagine da risoluzioni inferiori ad esempio raddoppiando le linee. Beh, non sono sicuro che Warner e altri abbiano fatto una cosa così barbara (ho letto qualcosa su "fuga da new york"...), ma sono certo che oggi ci sono metodi ben più elaborati per scalare le immagini, con interpolazione bilineare nella peggiore delle ipotesi. Quello che mi chiedo è lo scopo: se un master è telecinemato in HD, non ha senso fare interventi. Se è telecinemato in SD ok, ma allora la risoluzione è esattamente la stessa di un normale DVD. Praticamente una truffa, su un bluray, ed è tutto un altro discorso, che NON riguarda "Suspiria".

Vado nello specifico sul master di Suspiria: non è il miglior master che mi sia capitato tra le mani, questo lo ammetto, ma non dimentichiamo che è un film girato in Italia negli anni '70. Per realizzare questo master è stato utilizzato il negativo originale del film per ottenere la migliore resa cromatica possibile. La correzione colore al Telecinema è stata supervisionata da Luciano Tovoli, Direttore di Fotografia del film, il quale a distanza di 30 anni dal momento in cui ha girato il film si ricordava esattamente ogni dettaglio tecnico riguardante le scelte di illuminazione di ciascuna scena (E' FALSO QUINDI CHE TOVOLI AVREBBE DETTO, COME HO LETTO IN GIRO, DI NON AVERE APPROVATO IL MASTER IN QUESTIONE!). Non entro nel dettaglio, ma sono stati presi tutti gli accorgimenti per evitare salti di immagine, e polvere e spuntinature sono state rimosse.

Ovviamente, nulla si è potuto fare su quelle scene che in fase di ripresa (ad esempio, la scena del cieco con i cani) avevano qualche inquadratura sfocata: naturalmente, è stato visto così anche al cinema, a suo tempo.

L'unica cosa vera che ho letto, e che può piacere o no ma è stata necessaria per migliorare la nitidezza di una pellicola altrimenti troppo "morbida", è stata l'applicazione di una certa dose di "edge enhancement", a mio avviso in modo contenuto ma rispetto le opinioni altrui.

Il nostro lavoro è iniziato comunque partendo dal master HD , che come ho già detto era in formato 1080p 23.976 Psf (che sta per "progressive segmented frame"). Il film è stato compresso in Vc1 senza filtri aggiuntivi. Mi permetto di allegare alcuni fotogrammi presi dal vc1 da noi inserito sul bluray, e presi tutti nella seconda parte del film, giusto per non essere accusato di barare:
http://img16.imageshack.us/gal.php?g=suspiria1.jpg
che il master non sia dei più nitidi l'ho già detto, ma difetti come quelli descritti io non ne vedo. Non vedo "solarizzazioni". Non vedo "VDF", o griglie sull'immagine. E garantisco che quello che c'è sul bluray è questo. Chiunque veda altro deve dare colpa al suo sistema, al suo TV, o al suo player BD.
Presso i nostri uffici tutti i prodotti, e specialmente quelli in bluray, vengono controllati con estrema attenzione su un sistema con videoproiettore e schermo da 3 metri (e non ditemi che su 3 metri certi difetti sfuggono, o che l'alta definizione non si vede...).
Se avessimo riscontrato difetti "tecnici" come quelli descritti non sarei qui, ora, a metterci la faccia su questo argomento.

Comunque, per concludere con fatti invece che con chiacchiere, sono disponibile a visonare con chiunque voglia l'intero film da bluray sul nostro sistema, per verificare se sono io quello che dice "inesattezze".

Ringrazio comunque tutti coloro che hanno difeso questo lavoro, pur comprendendone i limiti, che come ho già detto più volte, ci sono ma sono dovuti al tempo. Il bluray di Supiria consente attualmente la migliore visone possibile di questa opera, migliore di come si sia mai vista anche al cinema. A patto di avere un impianto all'altezza...

Ciao a tutti
William Fanelli


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di Snoe80 (18.03.2009 11:26:21)

Questa è la relazione di Technicolor sul restauro in alta definizione di Suspiria, restauro supervisionato e approvato da Luciano Tovoli, direttore della fotografia. Chi sostiene che Tovoli non abbia approvato il restauro scrive cose non vere.

OPERAZIONE DI RESTAURO IN ALTA DEFINIZIONE

1° FASE Restauro: Correzione colore.

•La correzione colore al Telecinema è stata supervisionata da Luciano Tovoli, Direttore di Fotografia del film, il quale a distanza di 30 anni dal momento in cui ha girato il film si ricordava esattamente ogni dettaglio tecnico riguardante le scelte di illuminazione di ciascuna scena.
•Per realizzare il Master HD è stato utilizzato il negativo originale del film per ottenere la migliore resa cromatica possibile.
•Il negativo originale utilizzato per realizzare il master ha le nick quindi, per evitare che durante il cambio scena si notasse il movimento orizzontale del fotogramma (dovuto alla presenza delle nick stesse), è stato registrato il master HD caricando la pellicola fisicamente al contrario ed invertendo digitalmente l’immagine sull’asse X al fine di attenuare notevolmente il movimento orizzontale del fotogramma.
•Negli ultimi 20 minuti del film ci sono atmosfere e situazioni di luce estremamente cariche di effetti e, per valorizzarle al meglio, sono state utilizzate correzioni selettive su ciascun diverso colore presente sulla scena in modo da esaltare la profondità e la separazione dei tagli di luce utilizzati in fase di ripresa.

2° FASE Restauro: Pulizia e Restauro Digitale.

•La pulizia e il restauro digitale del film sono stati effettuati su una workstation Revival.
•Il film presentava una serie di difetti: sporcizia da negativo, deformazioni dei fotogrammi in prossimità delle giunte, fotogrammi graffiati o gravemente danneggiati, macchie d’acqua e di colla. Tutti i difetti sono stati notevolmente attenuati o rimossi grazie al processo di restauro digitale.
•Gli interventi di pulizia e di restauro sono stati eseguiti in due fasi distinte, una di pulizia automatica in cui è stata rimossa la sporcizia di fondo ed una, ben più lunga ed accurata, di pulizia manuale in cui sono stati affrontati i difetti più gravi come i fotogrammi danneggiati e le deformazioni.
•I difetti che hanno richiesto più tempo di lavorazione sono state le deformazioni ai cambi scena dovute alle nick; per correggerli si è dovuto ricorrere a vari passaggi:
a)Interpolazione di fotogrammi,
b)Stabilizzazione dell’immagine ed ulteriori correzioni manuali.

3° FASE di Restauro: Finalizzazione con Archangel PhD.

•In fase di realizzazione del nuovo master SD e del Dvd edizione speciale si è provveduto a finalizzare l’operazione di restauro tramite tecnologia Archangel PhD.
•Tale attività ha portato a rimuovere ulteriormente i minuscoli residui graffi bianchi ed eliminare completamente il rumore video.
•Si è infine provveduto a migliorare la definizione e la messa a fuoco dei contorni con un sistema di edge enhancement.


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