La scorsa settimana, infatti, avevamo visto la Weaver sterminare i dipendenti della Desert Canyon Heat and Air per poi far esplodere la sede della fabbrica, nel tentativo di insabbiare qualcosa in cui la Zeira Corp sembra aver più che un semplice interesse, ma anche per vendicare le troppe leggerezze nella gestione. Un'operazione che non è passata inosservata da parte di Sarah e Derek e sulla quale i nostri hanno intenzione di indagare in modo approfondito. Il modo migliore per farlo, dal loro punto di vista, è di infiltrarsi al funerale delle vittime e tenere le orecchie ben aperte per cogliere qualunque riferimento ad attività sospette svolte nella fabbrica, attività di cui necessariamente i dipendenti, e quindi i loro familiari, devono essere vagamente al corrente.
Le tre indagini proseguono per tutto il corso delle esequie, divise in quattro fasi scandite da altrettati capitoli dell'episodio (La vigilia, Il servizio funebre, La processione, La veglia), e vanno avanti con una serie di indizi e collegamenti che variano dal sottile al forzato e convergono in un'unica verità: Walsh, il tizio avvicinato da Derek, è un aguzzino della Weaver mandato a trovare ed eliminare un superstite del massacro, un superstite che è in realtà il padre di Zoe. John infatti capisce subito che il padre della ragazza non è morto e la mette con le spalle al muro per farsi rivelare la verità, ma la Zoe gli fa capire che la casa è sorvegliata e non può parlare ed infatti nello stesso momento Sarah ha scoperto nel magazzino segreto di Winston un sistema di sorveglianza diffuso in modo capillare in tutto il quartiere occupato dai dipendenti della ditta. "Gente che lavora per le macchine controllata da gente che lavora per le macchine", spiega Sarah, ed in una registrazione archiviata nel sistema di sicurezza Cameron trova le immagini del padre di Zoe che insieme a Winston si libera del ragazzo di Zoe.
La storyline principale, quella ambientata al funerale, è inframmezzata da brevi sequenze che ci mostrano la Weaver alle prese con la piccola Savannah, nel tentativo di capire in che modo affrontare con lei l'anniversario della morte del padre, una narrazione parallela che poco aggiunge, nè dà ritmo, ad un episodio noioso e forzato nello sviluppo, ma che ha il pregio di dare molte informazioni allo spettatore di The Sarah Connor Chronicles. La speranza è che Desert Cantos fosse un male necessario per gettare le basi che ci condurranno al finale di stagione e di serie, ma nel frattempo, per questa settimana, non possiamo che restare delusi. |
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